La posizione NO-VAX

Sul territorio italiano non sono mai mancate le polemiche circa le immunizzazioni. Tutto è partito nel 2017, quando il 7 giugno il Decreto Lorenzin, poi trasformato in legge il 28 luglio successivo, ha reso obbligatori non più quattro, ma ben dieci vaccini per chi ha un’età compresa tra 0 e 16 anni.

I vaccini che sono stati resi obbligatori sono quelli contro la difterite, la poliomielite, l’epatite B, il tetano, la pertosse, il morbillo, l’Haemophilus influenzae di tipo b, la rosolia, la parotite e la varicella.

Il Decreto Lorenzin e l’opinione pubblica divisa in tre

In breve tempo, l’opinione pubblica si è spezzata in tre tronconi differenti: chi era favorevole al provvedimento, chi era completamente contrario, ovvero i no-vax, e un’altra categoria che contestava semplicemente l’obbligatorietà, detta anche free-vax. Anche in ambito sanitario, la crepa che si è creata è decisamente più importante di quello che si potesse mai immaginare.

In realtà, le vaccinazioni di massa rappresentano un fenomeno recente dal punto di vista storico, che ha prese piede soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale: il motivo è che finalmente si è riusciti ad affrontare in maniera soddisfacente gli agenti patogeni. Basti pensare come nel ventesimo secolo il vaiolo ha portato ad almeno 300 milioni di morti in tutto il mondo, mentre l’influenza spagnola ha provocato in Europa tra i 50 e i 100 milioni di persone decedute.

La tesi dei no-vax

Il principale punto su cui insistono i no vax è rappresentato dal fatto che ci si può ammalare e perfino morire per colpa dei vaccini. Se da un lato dei decessi certificati non se ne registrano, d’altro canto è pur sempre vero che ci siano diverse conseguenze impreviste, anche se le percentuali dicono che si tratta di un caso su un milione.

Secondo un ex medico inglese, Andrew Wakefield, esiste un collegamento tra vaccini e autismo: in realtà, anche in questo caso, ricerche svolte da commissioni internazionali formato da esperti indipendenti, hanno smentito immediatamente tale ipotesi. Per chi non lo sapesse, c’è anche una legge, la 210 del 1992, che prevede un apposito indennizzo per i danni legati al vaccino. L’obiettivo è quello di tutelare chi è stato danneggiato dal vaccino antipolio che, in quegli anni, era un vaccino attenuato e vivo.

D’altro canto, i no vax puntano anche il dito sull’impossibilità di capire quali effetti collaterali possano emergere in seguito alla somministrazione del vaccino. Non ci sono degli esami clinici che possano anticiparne le conseguenze, anche se il test di screening pre-vaccinale è decisamente importante, soprattutto per capire se il soggetto soffra di allergie o meno. I no vax sostengono anche come i vaccini contengano sostanze nocive per il corpo umano, come Sali di alluminio e mercurio. 

 

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